Riapertura Museo della Ceramica

Il 26 aprile riapre il Museo della Ceramica 

Per il fine settimana necessaria la prenotazione 

Il passaggio in zona gialla della Toscana permette di tornare finalmente a riaprire le porte del Museo della Ceramica. La struttura da un punto di vista organizzativo è pronta da tempo a questa eventualità, nell’attesa delle indicazioni fornite dal Governo.

Questo vuol dire che dopo lungo tempo il Museo della ceramica di Montelupo Fiorentino riaprirà le porte ai cittadini e ai visitatori, il lunedì dalle 14.00 alle 19.00 e dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00.

Il numero massimo di capienza è di 10 persone per piano, per accedere, ovviamente è necessario igienizzarsi le mani e misurarsi la temperatura, come in tutti i luoghi pubblici.

Nel fine settimana è inoltre indispensabile prenotare la visita per telefono al numero 0571/1590300 oppure per mail, scrivendo all’indirizzo info@musemontelupo.it, indicando generalità e orario della visita. 

Il Museo può essere dunque riaperto e da tempo l’amministrazione comunale era pronta per accogliere i visitatori.

Tanti i progetti in cantiere nella speranza che la situazione sanitaria migliori e che sia possibile tornare a proporre iniziative di carattere culturale.

«Il Museo della ceramica è un punto di riferimento per la città e per la nostra programmazione culturale. Tante le iniziative che stiamo organizzando per i prossimi mesi a partire dalle iniziative pensate per la manifestazione nazionale BUONGIORNO CERAMICA, che di terrà a metà maggio. Abbiamo ovviamente progettato attività on line, integrandole anche con incontri con i ceramisti e visite guidate speciali al nostro Museo. L’auspicio è che la situazione sanitaria possa andare migliorando e ciò ci consenta di riappropriarci degli spazi della cultura e del confronto fra persone», afferma l'assessore alla cultura Aglaia Viviani.

Il Museo, dunque, aspetta tutti i cittadini che vogliano addentrarsi fra le sue sale e manufatti per recuperare una storia antica, ma profondamente collegata con il territorio. 

Ricordiamo che per tutti i residenti di Montelupo Firoentino l’ingresso al Museo è gratuito.


Montelupo 900

L’affermazione e il primato della “Scuola italiana” nella ceramica del
Novecento, e il ruolo da protagonista svolto da Montelupo in questo scenario,
sulla scia dei maestri ispirati alla tradizione di fine Ottocento, costituisce
una pagina fondamentale della storia artistica e di design internazionale.

Un tema affrontato da vari autori e che trova, per quanto riguarda la
produzione montelupina, una feconda stagione nel Dopoguerra. Lasciamo alle
parole di uno specialista come Emanuele Gaudenzi, storico della ceramica è
autore di numerose pubblicazioni critiche, la definizione di due importanti
esperienze novecentesche,   

Nello stile italiano «ad alcune fabbriche del territorio fiorentino va riconosciuto in tale ambito un ruolo di eccellenza. Di notevole interesse risultò infatti la gamma di stoviglie e complementi d’arredo realizzati dalla Mancioli di Montelupo e Altopascio. Celebri le linee “Rusticana” e “Beat”, oltre alla ”Collezione Medicea”, della cui progettazione si occuparono artisti e designer come Fernando Farulli, Gian Carlo Casini, Eva Zeisel, Sergio Dello Strologo, Ingrid Attenberg e, certo non ultimo, Nanni Valentini.

Altrettanto emblematica a Montelupo fu la vicenda della Guido Bitossi
& Figli, che con la direzione di Aldo Londi pervenne ai risultati più
lusinghieri. Grazie all’avvicendarsi in azienda di personaggi del calibro di
Ettore Sottsass, Saray Shermann, Remo Buti, e all’ispirato contributo dello
stesso Londi, si ebbero, fra le altre, le celebri serie “Rimini blu”,
“Etrusco”, “Uccelli”, “Fritte”, “Onorevoli”, “Componibile”. Un successo che
alla Bitossi proseguì con gli artisti del gruppo “Memphis”, fondato a Milano
nel 1981 da Ettore Sottsass, che dette il via al Nuovo design con i modelli di
Michele De Lucchi, Matteo Thun, Marco Zanini, Natale Du Pasquier e Antonella
Cimatti. A differenza dei loro predecessori, vincolati ad un serioso
funzionalismo, gli esponenti del Nuovo design – come quelli del Concept design
e del Design design – si riservarono una autonomia progettuale, un libero
divertissement all’insegna di una ritrovata “felicità espressiva”».

Da E. Gaudenzi, “La ceramica italiana del Novecento: arte, industria e design”, catalogo della mostra di Tutti i Colori, Montelupo 2019, pp 72-73.

(Red.)


Porcellana made in Montelupo

Sul finire del Quattrocento nelle botteghe ceramiche di Montelupo si
apre una nuova stagione produttiva, segnata dalla progettazione di nuove
partizioni decorative secondarie, articolate in motivi che si ripetono
armoniosamente in sequenza. Sono i tempi del ‘trust Antinori’, un contratto
stipulato nel 1490 fra l’imprenditore Francesco Antinori e 23 orciolai di
Montelupo, i quali producono per tre anni, quasi in esclusiva, a favore
dell’impresa del nobile fiorentino, secondo tipologie ceramiche, decorazioni e
prezzi stabiliti in precedenza.

E’ probabile che in questo momento vengano codificati molti dei motivi
seriali di grande successo, come il “floreale”, le “fasce”, la “penna di
pavone”, la “palmetta persiana”, ‘ovali e rombi’, sicuramente suggeriti da
altre espressioni artistiche, come la pittura su tavola e ‘a fresco’, la
tessitura, la tarsia lignea, le produzioni grafiche. Questa nuova e organizzata
produzione troverà un largo consenso in Toscana e al di fuori della regione. La
ricchezza e l’equilibrio cromatico raggiunto dagli smalti fiorentini non hanno
infatti eguali in questo periodo (1480-1540). I maestri svelano una capacità
eclettica e creativa senza precedenti, in grado, grazie alla maturata
esperienza, di rielaborare con la massima libertà e padronanza tutti gli spunti
provenienti sia dalla tradizione toscana, che dal bacino mediterraneo. Attorno
alla pittura figurativa, sempre più di qualità, si evolvono decori secondari di
forte equilibrio e raffinatezza, uniti a nuove tipologie di piatti e boccali
che spiccano sulla tavola per le ricercate tonalità.

Uno stilema molto diffuso fin dall’ultimo quarto del Quattrocento,
distribuito soprattutto sulle tese dei piatti, non solo nell’area fiorentina ma
anche in altre realtà produttive italiane, è certamente il decoro ‘alla
porcellana’, un impaginato che rivela il chiaro e diretto rimando ai manufatti
orientali di importazione sempre più richiesti dalle corti e dalle classi
sociali europee più agiate. Ai vasai di Montelupo si deve un peculiare
riadattamento del classico motivo cinese del fiore di loto impiegato nelle
porcellane della prima epoca Ming; sulle maioliche valdarnesi l’esotico fiore
assume la forma di una corolla sezionata a metà che il collezionista e studioso
Galeazzo Cora per primo definì ‘mezzaluna dentata’.

(Red.)


Contributi ricevuti da Pubbiche Amministrazioni nel 2020

Informazioni richieste dalla L. 124/2017, Articolo 1, Comma 125.
Contributi Ricevuti dalla Fondazione Museo Montelupo Onlus da Pubbliche Amministrazioni nell'esercizio 2020.

Secondo quanto previsto dalla L. 124/2017 articolo 1, comma 125, pubblichiamo il prospetto dei contributi erogati alla Fondazione Museo Montelupo Onlus nel corso del 2020.

Il prospetto di sintesi è pubblicato a questo link: L124.2017_pubblicazione 2020


Le ceramiche di Leone

Nel Museo della Ceramica troviamo diverse maioliche con lo stemma mediceo, facilmente identificabili per la presenza dello stemma con le cinque palle rosse in campo oro sormontate da una sesta arricchita dai gigli di Francia, a testimoniare i legami di sangue con la corona d’oltralpe. Tra gli oggetti “medicei” più interessanti, del primo Cinquecento, troviamo piatti con lo stemma al centro e grottesche o decori alla porcellana sull’orlo, oppure boccali con l’emblema incluso nei motivi montelupini più in voga in questo periodo, come ghirlande o rombi e ovali.

Su tutti, colpisce il bel piatto in stile
„blu graffito“ dove lo stemma mediceo è coronato dalle insegne papali, chiaro
riferimento a papa Leone X,  secondogenito
di Lorenzo il Magnifico e Clarice Orsini, salito al soglio pontificio nel 1513
fino alla sua morte avvenuta nel 1521. E a questo lasso di tempo appartiene certamente
il nostro piatto.

A proposito di Leone X, un interessante
esemplare attribuibile a bottega montelupina con marca „P“, conservato al
Victoria and Albert Museum di Londra e in precedenza assegnato a Cafaggiolo,
raffigura il trionfale ingresso del papa a Firenze avvenuto il 30 novembre del 1515,
accolto da un articolato programma celebrativo che coinvolge la città,
interamente percorsa dal corteo seguendo un itinerario simbolico e pianificato
per esaltare il papa e la rinnovata egemonia medicea, oltre che enfatizzare il
legame fra Firenze e Roma.

Per allestire sontuosamente l’itinerario del
corteo papale fu coinvolta una folta schiera di artisti e artigiani, per curare
e realizzare installazioni temporanee che declinano vari temi compositivi,
ispirati al mondo del teatro, all’architettura e all’arte in generale: archi di
trionfo, sculture celebrative, ornamenti delle facciate determinano una
trasformazione della scena urbana che, in quella occasione, rappresenta un
episodio significativo della storia urbana di Firenze. Questo evento festivo è
ben conosciuto grazie alle numerose descrizioni che ne furono date da letterati
e diplomatici. E‘ quindi probabile, vista la qualità dell’opera, che anche
questo piatto figurato sia stato commissionato ai ceramisti montelupini
nell’ambito delle celebrazioni per il potente papa mediceo.

(Red.)


Montelupo come Pompei

Nel Museo della Ceramica è conservata una sorpresa per gli appassionati di iconografia sacra e di vecchie rappresentazioni del paesaggio. Si tratta di una targa maiolicata datata 1691, dominata dall’immagine di Maria Incoronata fra coppia di angeli e il bambino Gesù in braccio, mentre dispensa corone del rosario a due santi domenicani. Questa coppia in piedi è posta ai lati di un vero e proprio skyline della Montelupo del Seicento. Una veduta veramente unica nel suo genere, al momento la più antica rappresentazione su maiolica della città della ceramica fiorentina.

La Madonna del Rosario è quindi a protezione della comunità montelupina, raffigurata su una targa originariamente sistemata sulla Pieve di Sant’Ippolito, su una parete che affiancava la strada che dal paese risaliva la Val di Pesa. Nella straordinaria veduta di Montelupo si riconoscono alcuni capisaldi topografici, come il ponte sull’Arno, il borgo con il Castello e la Prioria di S. Lorenzo, Samminiatello distesa lungo il fiume.  

Il culto della Vergine è antico e risale all’epoca dell’istituzione dei domenicani (XIII secolo), i quali ne furono i maggiori propagatori. Alla protezione della Vergine del Rosario fu attribuita l’epocale vittoria della flotta cristiana a Lepanto sui turchi musulmani, nel 1571. A seguito di questo evento, papa Pio V istituì dal 1572 la festa del Santo Rosario, alla prima domenica di ottobre. 

La Madonna del Rosario ebbe nei secoli una vasta gamma di raffigurazioni artistiche, di solito seduta in trono con il Bambino in braccio, in atto di mostrare o dare la corona del rosario; la più conosciuta è quella in cui la corona viene data a Santa Caterina da Siena e a San Domenico di Guzman, inginocchiati ai lati del trono. Con la Controriforma, fra Cinque e Seicento, ampio respiro viene dato al culto di Maria, a protezione della famiglia e della comunità in generale. Le targhe maiolicate mostrano immagini sacre a colori che si stagliano su uno sfondo giallo brillante conforme alla sensibilità barocca, prodotti che in questi difficili decenni si immedesimano nella rinnovata fede dell’uomo, indispensabile per superare gli stenti della quotidianità e le sofferenze dovute alla perdita dei cari per via di carestie, guerre e malattie. 

E una curiosità affiora proprio dal successo iconografico dell’Incoronata presente sulla targa montelupina, accostabile a una delle più famose immagini devozionali moderne, ossia la Madonna del Rosario di Pompei, festeggiata ad ottobre da una moltitudine di fedeli. Questo culto mariano è nato nella seconda metà dell’Ottocento grazie all’opera di Bartolo Longo: il beato acquistò il dipinto della Madonna a Napoli, poi attribuito alla scuola di Luca Giordano e quindi contemporaneo alla nostra targa maiolicata, per poi affidarlo, per il primo restauro, a un valente pittore di vedute degli scavi archeologici di Pompei

Alessandro Mandolesi


Completati i lavori alla Fornace Cioni Alderighi

Uno spazio multifunzionale in cui sperimentare la ceramica.L’intervento di restauro e di allestimento è sostenuto dal Consiglio Regionale della Toscana, nell’ambito del bando Città Murate, e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze attraverso il bando Spazi Attivi. 

La Fornace Cioni Alderighi è un luogo speciale, di quelli che conservano importanti tracce della sua storia; ancora oggi sui muri possiamo leggere le firme, le battute, i ricordi di coloro che hanno qui lavorato. Segni lasciati intatti nei diversi interventi di recupero che si sono susseguiti.
L’edificio è addossato alle mura trecentesche che un tempo avevano difeso il borgo di Montelupo sulla confluenza del fiume Pesa.

Si racconta che la fornace sia stata costruita nell’Ottocento per la lavorazione di scaldini e di catini schizzati con la ramina. Una produzione di pentolame in terra rossa a cui fu affidato l’arduo compito del perpetuarsi di una tradizione artigianale. La fornace negli anni Venti del Novecento ospitò la ditta di Carlo Alderghi, nato a Montelupo nel 1869, il quale aveva affiancato alla produzione e commercializzazione di paglia per cappelli e truciolo–avviata sulle orme del padre Serafino -, quella delle stoviglie nell’edificio di via Giro delle Mura, dove nell’agosto del 1929 lavoravano dieci operai spartiti tra stovigliai e pagliaroli, per poi proseguire nella lavorazione delle sole terrecotte. Nell’immediato dopo guerra la fornace Alderighi venne acquisita dai Cioni, che avevano trasferito l’attività da Montespertoli a Montelupo nel 1946 e qui, l’anno successivo, avviarono la produzione della Ditta Dino Cioni, Fabbrica di maioliche artistiche e commerciali.
Uno spazio che per vocazione rappresenta il luogo ideale per rivivere le atmosfere di una bottega di ceramista, per ambientare un luogo di lavorazione dell’argilla in grado di raccontarne gesti e procedimenti che a Montelupo hanno attraversato i secoli, dall’epoca d’oro delle fornaci rinascimentali fino ai giorni nostri. 

È qui che, con il coordinamento della Fondazione Museo Montelupo, si realizza un allestimento in grado di rievocare negli spazi originali e ben conservati una bottega rinascimentale, offrendo pertanto un’opportunità unica per far conoscere al grande pubblico l’organizzazione e la funzionalità di una vera e propria piccola impresa. 

La bottega del ceramista era un luogo dove venivano svolte una grande quantità di attività: si qualificava come uno spazio dove si produceva, si sperimentava e si imparava un mestiere. Il progetto vuole recuperare queste atmosfere per restituirle ai visitatori, alle famiglie, alle scolaresche. 

Da un punto di vista strutturale i lavori hanno previsto il consolidamento dei solai, delle travi in legno, la sistemazione della facciata e l’abbattimento delle barriere architettoniche. L’edificio viene così adeguato alle funzioni che dovrà ospitare.
Siamo ora nella fase conclusiva del percorso e gli allestimenti saranno completati entro la fine del 2020. 

I nuovi spazi articolati su due piani potranno ospitare una pluralità di funzioni: percorso immersivo site-specific dedicato alla ceramica pre-industriale, area convegni e spazio multifunzionale (conferenza stampa, eventi privati, ecc.), area didattica e compleanni, spazi da destinare a mostre temporanee o workshop, e piccole attività legate alle residenze d’artista.

La necessità di utilizzo degli spazi per vari usi obbliga verso una scelta votata alla flessibilità e modificabilità degli spazi.

L'edificio, il cui accesso è da via Giro delle Mura, si colloca a metà strada nel percorso che collega il palazzo podestarile e il Museo della ceramica; la visita della fornace si inserisce, dunque,  all’interno di un percorso di visita diffuso.

Nel medio termine, in attesa dello sviluppo del progetto che riguarda la sede del Palazzo Podestarile, il percorso avrà inizio dalla sede del Museo della Ceramica, luogo in cui si acquista il biglietto.
Il visitatore, completata la visita al museo, potrà scoprire la "Fornace", il luogo in cui venivano prodotti gli oggetti ceramici; sarà possibile sperimentare la lavorazione dell'argilla, l'uso degli smalti e la decorazione. Una vera e propria esperienza immersiva, a completamento della visita, anche grazie ai suggestivi video realizzati dal duo artistico Pastis.

«Nel nostro programma di mandato in ambito culturale ci ponevamo l'obiettivo di dare vita a un "Museo diffuso", di delocalizzare in diversi spazi della città pubblici e privati i centri espositivi, i luoghi di incontro e per la didattica. Tassello, dopo tassello stiamo provando a dare forma a questa idea. Il completamento dei lavori della Fornace Cioni Alderighi è una fase cruciale di questo processo. Arricchiamo i nostri spazi di un luogo in cui sperimentare la ceramica, vivere in modo immersivo il processo di creazione di un'opera, recuperare le atmosfere di una "bottega".
Un luogo a disposizione di diverse fasce di pubblico dai ragazzi delle scuole, agli artisti, per arrivare alle famiglie con la possibilità di organizzare proprio qui feste di compleanno», afferma l'assessore alla cultura Aglaia Viviani.


Sono quasi 40 le aziende che aderiscono all'associazione Strada della Ceramica di Montelupo

È nata ufficialmente a fine dicembre 2020, ma già dalla metà dello scorso anno lavora per la promozione della ceramica di Montelupo

Solo pensando in un’ottica di sistema è possibile pensare di sostenere il settore ceramico. Lo sanno bene le quasi 40 realtà che si sono messe intorno ad un tavolo e hanno deciso di dare vita ad all’ASSOCIAZIONE STRADA DELLA CERAMICA DI MONTELUPO.

È un progetto che trova la sua genesi in uno dei momenti più critici della nostra storia recente. Durante il periodo di lock down le aziende di Montelupo hanno compreso che non potevano stare ferme che dovevano reagire e attivarsi per promuovere la produzione tipica e il territorio.

È così che la manifestazione BUONGIORNO CERAMICA, promossa a livello nazionale dall’associazione italiana città della ceramica è diventata a Montelupo l’occasione per ripensare le strategie di promozione e anche le relazioni fra le istituzioni e le diverse realtà produttive e creative.

Le aziende e l’amministrazione comunale sono concordi sul fatto che la necessità primaria è quella di promuovere il marchio “ceramica di Montelupo” con le sue tante anime.

Tanto che si sono dimostrati interessati all’associazione dal piccolo artigiano, alla grande azienda, dall’artista al laboratorio tradizionale.

Il nome scelto per l’associazione evidenzia come si ponga in continuità con il progetto finanziato a suo tempo dalla Regione Toscana “Strada della ceramica di Montelupo”, con l’intento, tuttavia di renderlo meno istituzionale e più flessibile, coinvolgendo tutte le aziende nell’attività promozionale.

«Un prodotto si vende se è fortemente caratterizzato, se rimanda ad un territorio, ad una storia. Quella che noi realizziamo (dalla grande azienda al singolo artigiano) non è ceramica e basta è “Ceramica di Montelupo”, un prodotto che ha una storia di secoli e per questo tutte le potenzialità per affascinare i compratori stranieri; è un prodotto che può vantare su un know how consolidato e replicabile e che da anni guarda con attenzione all’innovazione e all’arte contemporanea. Noi vogliamo comunicare tutto ciò, puntare sulla qualità e sull’innovazione del nostro prodotto», affermano i ceramisti.

In particolare l’associazione ha gli obiettivi di:

  • ideare
    strumenti di comunicazione condivisi, che sostengono e amplifichino
    le attività di promozione dei singoli soci;
  • gestire
    progetti volti all’internazionalizzazione e promozione delle
    botteghe di Montelupo in collaborazione con le associazioni di
    categoria, attingendo quando possibile a fondi e finanziamenti;
  • organizzare
    eventi promozionali;
  • incentivare
    la formazione di alto livello anche in collaborazione con il Centro
    Ceramico Sperimentale.

Un primo progetto importante in questo senso sarà la realizzazione di un video promozionale di alto livello da distribuire attraverso canali nazionali e internazionali.

Seguiranno alcune mostre ed eventi.

Un aspetto particolarmente innovativo riguarda l’organizzazione dell’associazione, che nascerà ufficialmente fra poco, ma che ha già individuato un suo consiglio direttivo di cui fanno parte:

Patrizio Bartoloni (Ceramiche Bartoloni) – Presidente

Ivana
Antonini (Ceramiche d’arte Dolfi) – vice Presidente

Paolo
Piatti (Ceramiche Ima) – tesoriere

Matteo
Mirenda (La Galleria) – Consigliere

Daniela
Breviglieri (Ceramiche Borgioli) – Consigliere

Marco
Uliveri (studio Artistico) – Consigliere

Luca
Petrini (Ceramiche Ange) – Consigliere

Il
consiglio vuole rappresentare le diverse anime che compongono
l’associazione e l’idea è di lavorare in maniera trasversale
avviando progetti che possano interessare solo alcuni degli
associati, in base al settore di mercato a cui si rivolgono.

L’altro
aspetto da mettere in evidenza è che pur trattandosi di “Ceramica
Montelupo” possono aderire anche aziende dei territori limitrofi i
cui prodotti siano affini alla manifattura locale e che condividano
lo spirito e gli obiettivi dell’associazione.


A Montelupo riapre al pubblico anche il Museo Archeologico

Era rimasto chiuso a seguito delle disposizioni ministeriali per la prevenzione della diffusione del Coronavirus e questo periodo è stato utile per fare lavori di manutenzione e sistemazione delle vetrine. L'offerta museale a Montelupo torna completa, dopo la chiusura di qualche mese fa, riapre anche il Museo Archeologico a partire da giovedì 28 gennaio.

Ecco come funzioneranno le visite.

È necessario prenotarsi o per mail info@museomontelupo.it, oppure per telefono 328 9509814.

I gruppi composti da un minimo di 4 persone e un massimo di 15, saranno accompagnati da operatori della cooperativa Ichnos, che gestisce il Museo.
Per il momento, visto quanto previsto dal DPCM, sarà possibile effettuare le visite solamente dal lunedì al venerdì.
Il Museo Archeologico di Montelupo rappresenta sul territorio un unicum in quanto la stessa sede è parte integrante del percorso di visita.

La ex Chiesa dei SS. Quirico e Lucia, a pochi passi dalla villa Medicea dell'Ambrogiana, all'interno del relativo grande parco è stata oggetto una decina di anni fa di un grande intervento di recupero. La struttura risale al XVII secolo e a seguito di una complessa campagna di scavo sono state rinvenute sotto l'attuale chiesa, alcune strutture religiose risalenti al X - XI secolo, con relative sepolture nell'abside, attualmente visibili attraverso il pavimento trasparente del museo.

Il centro espositivo, per la sua storia, ha una fisionomia peculiare che lo distingue da gran parte dei musei civici della Toscana e di altre regioni italiane, in ordine alla spiccata estensione geografica e all’importante cronologia di riferimento. In esso, infatti, sono esposti resti provenienti da oltre 160 stazioni preistoriche, i reperti protostorici degli insediamenti capannicoli del Valdarno, le prime tracce del popolamento e dei centri etruschi d’altura, la colonizzazione romana e le conseguenti radicali trasformazioni impresse al territorio, la lunga transizione al Medioevo e la nascita dei nuovi insediamenti che supportarono il miracolo della Firenze rinascimentale.

Il materiale esposto e i pezzi in deposito ammontano a circa 3.000 reperti, di diversa origine. La realizzazione del Museo Archeologico ha consentito di attribuire una fisionomia museale definita a materiali di grande importanza, frutto di oltre trent’anni di ricerche effettuate nel cuore della Toscana Settentrionale.


Riapertura Museo

Da lunedì 18 gennaio riapre il Museo della Ceramica nei giorni feriali, come indicato dal DPCM

Nessun cambiamento per la biblioteca che rimane aperta dal lunedì al sabato sia per le sale lettura sia per il ritiro dei libri.

Il nuovo DPCM apre uno scenario positivo per il Museo della Ceramica, infatti prevede la possibilità di riaprire i luoghi della cultura nei giorni feriali per le regioni in zona Gialla.

Questo vuol dire che dopo circa due mesi il Museo della ceramica di Montelupo Fiorentino riaprirà le porte ai cittadini e ai visitatori, il lunedì dalle 14.00 alle 19.00 e dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00.

Nessun cambiamento per quello che riguarda i servizi bibliotecari che rimarranno aperti con i consueti orari: il lunedì dalle 14.00 alle 19.00 e dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00; chiuso la domenica.

Ricordiamo che è necessaria la prenotazione per accedere alle sale lettura, oltre alle consuete modalità (telefono o e-mail, spiegate qui di seguito), è attiva anche la prenotazione online attraverso due canali:

·         Il link https://affluences.com/mmab-1/ dove è sufficiente selezionare giorno e orario, sia per lo studio che per l’accesso in Biblioteca, e scrivere il proprio indirizzo e-mail. Arriverà un messaggio per confermare l’avvenuta prenotazione. Attenzione! La prenotazione scade se passano venti minuti dall’orario di ingresso.

·         L’App Affluences, disponibile sia su Google Play che su Apple Store.

«Possiamo finalmente riaprire il Museo della ceramica, eravamo pronti da tempo a questa possibilità, attendevamo il via libera del Governo, collegato al miglioramento dei dati epidemiologici. Da lunedì finalmente riapriranno in sicurezza le sale del nostro museo per i cittadini e per i visitatori del territorio che vorranno scoprire e riscoprire la storia della ceramica di Montelupo. Questi mesi di chiusura però non siamo certo rimasti fermi, sono stati molto produttivi. 

Abbiamo concretizzato il progetto SMART, con il quale offriamo laboratori e percorsi didattici legati alla ceramica alle scuole di tutta Italia, attraverso video tutorial scaricabili da una piattaforma on line e un kit di lavoro che recapitiamo alle scuole tramite corriere.

Stiamo ultimando gli allestimenti della ex Fornace Cioni Alderighi, che diventerà un naturale completamento del nostro percorso museale, uno spazio interdisciplinare in cui approfondire la conoscenza della ceramica. Nei prossimi mesi potremo inaugurare questo nuovo spazio.

È costante il nostro supporto alle aziende del territorio e il tentativo di sostenerle e coinvolgerle in progetti promozionali», afferma l'Assessore alla Cultura Aglaia Viviani.